Correva il giorno lunedì 23 marzo 1992, quando alle ore 7.15 ho deciso di “fare la mia prima mossa” nello straordinario scenario della vita. 

Sin dai primissimi anni fui segnato da un incontro che si rivelò determinante. L’incontro con alcune figure meravigliose, figure che non mancano mai nelle più belle storie e nelle più belle avventure … ho incontrato Re, Regine, Cavalieri, Fanti, Torri e insieme a tutti loro, anche i più piccoli ma intrepidi Pedoni! Cominciarono così le prime sfide e gli allenamenti in famiglia. 

… Sfide che continuarono anche nei banchi di scuola. Diciamo che sin dalla scuola elementare, e in modo particolare poi alle medie e alle superiori, non ero esattamente un ragazzo che si definisce modello, e per me ogni occasione era buona per tirare fuori la scacchiera e sfidare qualche amico volenteroso. 

Devo ammettere che non mi è mai mancato niente (grazie a Dio i miei genitori mi hanno sempre sostenuto, sia lode a loro!), ho potuto sperimentare tantissimi sport – oltre agli scacchi – tra cui il calcio, il tennis, il basket, l’hockey su pista, la break dance … ma alla fine tornavo sempre lì, sul mio amato mondo delle 64 caselle!

Questa mia passione si concretizzò presto in risultati tangibili, tanto è vero che dopo aver sfiorato la mia prima vittoria al campionato italiano giovanile a soli 9 anni, dall’anno successivo fino ai 16 anni non me ne feci sfuggire neanche uno. In più, ogni titolo vinto in questi sette anni consecutivi mi ha permesso di vivere fantastiche esperienze formative: giocare ogni anno ai campionati mondiali giovanili di scacchi! Spagna, Grecia, Georgia, Francia, Turchia, India … sono solo alcuni tra i luoghi che ho avuto la fortuna di visitare.

Nel frattempo, al secondo anno di liceo scientifico, stavo pensando di abbandonare gli studi per dedicarmi totalmente alla mia passione … Per fortuna i miei genitori mi hanno fatto riflettere sulle conseguenze di questa scelta e alla fine ho deciso che era utile proseguire, almeno fino alla maturità! Arriviamo così al fatidico giorno dell’esame: era uscita la lettera Q, voleva dire che sarei stato il primo della mia classe a concludere quel percorso. Terminata la discussione, e pronto a stringere la mano ai professori per uscire fuori a festeggiare, mi hanno fatto l’ultima domanda di rito: “Che cosa farai adesso?”. Probabilmente si aspettavano il nome di una facoltà universitaria o qualcosa di simile, ma la mia risposta fu molto precisa e secca, dissi semplicemente: << Scacchi! >>.

A 19 anni anni erano due i miei più grandi obiettivi: agguantare il titolo di Grande Maestro (il massimo titolo internazionale di scacchi) e vincere il Campione Italiano Assoluto. 

Non voglio annoiarti raccontando tutti gli alti e i bassi di quel periodo. Basti sapere che nonostante tutte le difficoltà il mio obiettivo è rimasto fermo e per certi versi si alimentava ogni giorno di più. Così nel giugno del 2013, con la vittoria dell’Open internazionale di Capo d’Orso, mi sono aggiudicato ufficialmente l’ultima e definitiva norma per conquistare il titolo di Grande Maestro. Ora mancava solo la seconda parte dell’obiettivo! E così, preparatomi come mai avevo fatto prima per qualsiasi torneo, sono arrivato pronto, con un giorno di anticipo, presso i locali di Boscotrecase (NA), dove si disputava la finale del campionato italiano 2014. Dopo una grande lotta fino all’ultima partita, e oserei dire, fino all’ultima mossa, la mia regina in d7 (scacco!) sancisce la conquista definitiva di quel titolo tanto desiderato e ambito! 

E così, è cominciata una nuova partita … 

Nei giorni successivi alla vittoria, oltre agli adeguati festeggiamenti per il risultato tanto ambito e finalmente raggiunto, sorse in me una nuova domanda, molto forte: “E ora? Qual è il mio nuovo obiettivo?”

Si potrebbe dire, e certamente molti miei amici e “fans” lo dicevano, che la strada naturale sarebbe stata continuare la mia carriera agonistica ponendomi degli obiettivi sempre più alti. Ma era veramente quello che volevo fare? Non ne ero convinto …

Così, con questa forte domanda nella mia mente e nel mio cuore, ho incontrato Filippo Rossi, un incontro che cambiò totalmente il destino della mia vita …

Sin dal primo giorno che l’ho incontrato Filippo mi aveva posto di fronte a una domanda molto importante nella mia vita: Che cosa vuoi fare veramente da grande?”. Ma non si limitò a questo. In quattro e quattr’otto mi fece comprendere che sapevo ancora molto poco del gioco degli scacchi! << Com’è possibile dopo tutti quegli anni di gioco? >> La risposta è semplice: ciò che ancora mi mancava – ed è ciò che fa la differenza, soprattutto nell’atto educativo del gioco – era la conoscenza del significato degli scacchi, e tutte le sue possibili chiavi di lettura e di utilizzo. Avevo conosciuto “solo” il lato più agonistico del gioco … ma non posso dimenticarmi che gli scacchi hanno più di 2000 anni! E certamente, ora lo comprendo, quei lontani inventori avevano scoperto una grande verità per ideare un gioco che ancora oggi, forse più di ieri, continua ad andare così tanto di moda …

…Inizia così la mia nuova partita. Alla ricerca di questa grande verità. Una ricerca che mi ha già portato in questi ultimi 3 anni a vivere bellissime esperienze di cui vado condividere in ogni mio seminario e in ogni momento in cui si presenta l’occasione.

Spinto da questo grande desiderio di fare del bene e offrire anche ad altri la stessa possibilità, insieme a un caloroso gruppo di amici, fondiamo l’Associazione Le Sei Direzioni. Un luogo, in provincia di Padova, all’interno del quale aiutiamo le persone di qualsiasi età a scoprire ed esprimere i propri talenti. Oggi sono passati tre anni dalla sua costituzione, e abbiamo già toccato il cuore e la mente di centinaia di persone, adulti e ragazzi.

Per concludere questa prima parte della mia storia, voglio tornare a quel gioco che tanto mi ha segnato e insegnato in questi anni, e che continua ogni giorno a farlo…

Gli scacchi sono un forte strumento educativo, sempre più ricerche e studi lo dimostrano. Se avrò la fortuna di incontrarti in qualche evento od occasione futura, sarò felice di condividere con te quello che ho imparato e gli studi che sto continuando a portare avanti.

Per approfondire la direzione di questo lavoro leggi “La mia Mission“!

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