“Perché non giochi più?”

Ecco la risposta che stavi aspettando!

“Perché non giochi più?”. È questa la domanda che da 3 anni a questa parte gli amici scacchisti continuano a pormi. E forse, proprio tu che stai leggendo questo articolo, sei uno di loro. Ebbene, se ancora non ci siamo incontrati dal vivo per condividerti quanto seguirà nelle prossime righe, è arrivato il tempo di dare una risposta anche a te.

Per rispondere in modo completo alla tua domanda, è bene che io parta dal lontano 4 dicembre 2014, quando all’ultima mia mossa del torneo, Regina in d7 scacco (vedi foto sotto), il mio avversario ha abbandonato sancendo per me la tanto attesa vittoria al campionato italiano assoluto. Un traguardo che sognavo sin da bambino. Un traguardo che da 7 anni cercavo di raggiungere. Un traguardo che, oltre a tanta soddisfazione e gratitudine, ha dato vita a una forte domanda:

 E ora, che cosa voglio fare veramente da grande?

Le strade erano molteplici. A dir la verità, sono sempre molteplici… proprio come in una partita di scacchi! Quella che certamente molti si aspettavano (e forse si aspettano ancora oggi) era quella di proseguire la carriera scacchistica/agonistica e cercare di migliorare ancora il mio livello e chissà, magari competere per un titolo ancora più alto, quello europeo, o addirittura mondiale. Eppure la domanda non era “Cosa vogliono gli altri che io faccia?”, piuttosto era “IO cosa voglio fare?”. Allora mi sono accorto, facendomi intimamente e profondamente questa domanda, che avevo fatto troppe volte scelte che non erano le mie scelte, troppe volte avevo giocato mosse che non erano le mie mosse, e ancora seguito idee che non erano le mie idee. Nessuna scelta, mossa, idea di cui io sia pentito, sia chiaro! Ma non erano le mie…

Così sono rimasto a lungo con questa domanda e oggi, finalmente, posso dire di aver capito ciò che per tutto questo tempo, con tanto amore e pazienza, il mio allenatore cercava di insegnarmi:

Sei tu l’unico responsabile della tua intera vita!

Mi stava dicendo che sono io l’unico che ha il diritto e la capacità di rispondere alle sollecitazioni e alle domande che la vita mi pone continuamente. Proprio come a scacchi ogni giocatore è l’unico responsabile delle proprie scelte: non ci sono altri che muovono i tuoi pezzi al posto tuo!

Ora che abbiamo fatto insieme questi semplici ma importanti passaggi, siamo pronti per tornare alla domanda iniziale (non mi sono dimenticato!), e darti la risposta che stavi aspettando e che sono davvero felice di condividere con te. Per comodità la dividerò in tre punti:

  1. Innanzitutto – e qua sto per sfatare un mito, quindi stai ben attento – devi sapere che non ho mai smesso di giocare a scacchi. Anzi! Chi mi sta vicino sa molto bene che gioco quasi tutti i giorni! 
  2. Non solo non ho mai smesso, ma ho riscoperto completamente il gioco. Come se lo guardassi per la prima volta, con gli occhi di un bambino. E devo dirti che oggi, come mai prima d’ora, trovo gli scacchi un gioco davvero straordinario e sempre nuovo! 
  3. Ora so, perché l’ho potuto osservare e sperimentare già molte volte, che gli scacchi sono un ottimo strumento educativo, e possono realmente aiutare coloro che lo praticano, in modo particolare i bambini e i ragazzi, a sviluppare i propri talenti e a superare le proprie paure e difficoltà. 

Per questo ti rispondo che non solo ho sempre continuato a giocare a scacchi, ma mai come in questo momento, sono davvero felice di poter condividere con coloro che lo desiderano questo strumento meraviglioso, capace di migliorare concretamente la propria qualità di vita.

Oggi dunque è in atto per me una nuova partita. Una partita che ha l’obiettivo di conoscere e comprendere i segreti educativi che il gioco degli scacchi porta con sé da più di 2000 anni… e contemporaneamente donarli ai bambini e ragazzi di oggi, ragazzi che sempre di più hanno bisogno di ritrovare il giusto equilibrio tra competitività, divertimento e crescita

Se proprio tu che stai leggendo sei un istruttore di scacchi e condividi il mio proposito, puoi contattarmi se lo desideri ad info@axelrombaldoni.com e sarò felice di approfondire con te la forza educativa di questo antico gioco. Magari potremo realizzare qualcosa insieme 🙂

Infine, a ulteriore conferma del fatto che non ho mai smesso di giocare, ti invito, a prescindere dal tuo livello ed esperienza scacchistica, a visionare la pagina di un evento speciale… un evento in cui due Grandi Maestri di scacchi si sfidano in una partita altamente educativa: guarda qui!